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Riaccendere i riflettori sulla Siria

Mea culpa. Dopo un iniziale sforzo per districare il groviglio siriano, anche io ho desistito. Nonostante l’inverno passato a Istanbul, dove i ragazzini e le famiglie siriani li incontrassi ad ogni angolo di strada e li vedessi dormire sui marciapiedi di piazza Taksim all’alba. Nonostante l’affezionarsi sempre lì ad amici siriani. Nonostante un amico morto nelle carceri del regime e nonostante quelli vivi che postano di tutto su facebook.

È che due fronti nello stesso paese sono troppi.. da un lato il regime di Assad che se la prende coi civili e dall’altro l’ISIS che perseguita le minoranze. Che combatte contro i curdi che fanno sponda. La resistenza curda è ammirevole, ha catturato i riflettori di tutta la stampa occidentale, indubbiamente… ma maledetto l’ISIS che è entrato in Siria, come se il paese non avesse già di suo un grosso problema da risolvere!!! 10881790_1514971672098820_3484487490993782688_n

L’ISIS è il nemico ideale in un film. Impersona lo spauracchio dell’oscurantismo, lo scontro di civiltà, con le sue retoriche e crudeltà barbare – decapita, quando oggi abbiamo mezzi più “puliti” per uccidere -, il ridurre in schiavitù le donne di religione diversa (e le proprie no?), video di idioti che discutono su che ragazzine comprare…

L’ISIS recluta in occidente… parecchi giovani europei ed americani hanno già lasciato casa e famiglia per andare a sfogare le loro frustrazioni nella guerra santa. Ragazzine austriache son corse in Siria per sposare miliziani conosciuti in internet, per poi dopo qualche mese telefonare alla mamma perché le venga a riprendere. Ma andarsi a riprendere una figlia adolescente – come una di queste madri ha fatto – comporta l’accusa di complicità con l’ISIS ed entrambe ora sono sotto arresto. Un caso ha scosso anche le quiete valli bellunesi: un padre slavo ha pensato di andare ad arruolarsi nell’ISIS portandosi dietro il figlio di 2 anni, in Siria, per poi crepare in battaglia e lasciarlo con chissà chi. Ora la madre e la Farnesina stanno mediando per riportarlo in Italia, con la comunità musulmana come garante che il bimbo rimarrà musulmano. La comunità musulmana è solidale e ragionevole, ovviamente, sensibilizza sul caso i suoi fedeli e non  con il gruppo facebook Bring back Ismail . Il Daily Mail e Al Arabya sostengono la mamma.

L’ISIS è già entrata in Turchia ma è già qui, perché quei ragazzi che vogliono correre in Siria potrebbero invece decidere di restare e compiere attentati. Anche se per ora in Italia ci dobbiamo preoccupare dell’eversione nera fascista e non di quella islamica.

10377254_925593817452771_2573052142615122165_nMa nell’angolo lasciato al buio dai riflettori dei media mainstream c’è un’altra storia. La Siria culla della civiltà che contiene bellezze architettoniche patrimonio dell’umanità e richiamava studenti da ovunque ora é un cumulo di macerie sotto cui marciscono corpi e sopra cui i soccorritori scoppiano in lacrime. Merito delle barrell bombs lanciate dagli aerei del regime. “Il vampiro non cambia, non chiede mai scusa per tutto quel sangue…” canta Ligabue.B5uFAF6IEAA5mvi

Gli invalidi ed i malati si disperano senza medicine. Le famiglie non hanno carbone o legna per scaldarsi, nei campi profughi, ma nemmeno la luce nelle case dove non c’è più niente da mettere in tavola, i negozi hanno chiuso per mancanza di rifornimenti. I bambini vanno a frugare nella spazzatura e cercare briciole di cibo fra la polvedre. Qui ci stupiamo di vedere ancora arrivare nel freddo dicembre  – ed in alto mare si congela – carrette del mare piene di migranti in cui il 50% sono richiedenti asilo siriani ed eritrei. I siriani che arrivano via Turchia e coste egiziane non sono in fuga solo dall’ISIS.

In compenso a poca distanza il regime organizza sontuosi banchetti, come non fosse un paese in guerra. E le conferenze di Ginevra saltano perché non si riesce a convincere Assad a dimettersi, precondizione per ogni dialogo.B5uFjIvIAAABvn8

Noi dovremmo accendere i nostri riflettori su questo. Su twitter trovo in @FreeSyriaMediaHub queste foto, che nemmeno sono le peggiori, quelle di bambini che muoiono di denutrizione. E ricordiamoci di tendere le orecchie per sentire le urla dei numerosi attivisti arrestati, uomini e donne continuamente torturati, che spariscono nel nulla.

Penso sia ora di dire basta! Tre anni sono tanti… nel 2015 dovremmo smascherare Assad come Kony e mettere in luce le sue bugie. Per esempio, due giorni fa è emerso che ha organizzato un attentato contro suo cognato che voleva mediare con i manifestanti, nel 2012, ed evitare una guerra civile e ne ha accusato i ribelli.

Dovremmo essere eco per quello che sta succedendo. Accendere le torce della nostra attenzione. Parlarne. Manifestare il nostro pensiero anche nelle piazze. Dovremmo prestare maggiore attenzione ai siriani, e meno alle nostre paure di un medioevo di ritorno… proviamo.

“C’è qualcuno che può rompere il muro del suono… il cerino sfregato nel buio fa più luce di quanto crediamo…”

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Questa voce è stata pubblicata il 26 dicembre 2014 da in libertà, Siria.

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