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Agosto a sud

Sono partita in auto per accompagnare fino a Molfetta la mia amica Fabiola domenica 2 agosto. Oggi è l’11. Non era previsto rimanere tanto… ma, dopo alcuni giorni con lei e la sua famiglia e i suoceri, sono andata a Napoli per un colloquio di lavoro insieme ad un’altra amica, Veronica. Dopo un colloquio un po’ surreale in una scuola Montessori americana, non ci ha messo molto a convincermi a passare alcuni giorni da lei a Galatone, in Salento ionico, dove non ero mai stata. Laggiù c’era un pezzo di Istanbul, dove siamo state entrambe… due amiche, Irene e Aygul, colleghe della stessa scuola dove eravamo noi, più il marito, Antonio, che lavora nella scuola italiana.11863446_10152948736146302_455566116425190612_n

Il mare lì è ovunque meraviglioso. Ho finito per rimanere quanto Irene, per farci accompagnare insieme alla stazione di Lecce, perché stare insieme e visitare spiagge e paesi dell’interno grecanico, dopo oltre un anno che non ci vedevamo era gradevole.11880510_10152949388896302_7032443593361548265_n

Ora sono sul treno del ritorno. Dopo una notte di sonno intermittente sui treni. Ancora non sono arrivata, è l’alba.

Leggo… ho trascinato libri faticando a leggerli, in questi giorni, perché sembra che a sud andare in spiaggia sia passare quasi tutto il tempo in acqua, giocando e chiacchierando piacevolmente. Qualcuno nuota da solo e medita.

Non ho avuto nemmeno la stessa disponibilità sui social: amici che volevano suggerimenti su hotel a Istanbul si sono arrangiati. Ho ricevuto messaggi e chiamate riguardo al viaggio in Libano, parto fra pochi giorni. Mi sembra di avere poco tempo per fare lavatrici… è raro che parta due volte di seguito nello stesso mese. Mi sento stranita, piena di pensieri.

Metapensieri sui pensieri che mi rendono triste. Sul coraggio – che queste mie esili amiche hanno in abbondanza, hanno viaggiato molto in posti anche rischiosi – e sulla solitudine. Liliana a 84 anni mi spiega che comunque mettersi alla ricerca porta a te quel che cerchi. Chi viaggia per raggiungere l’amore ha idee chiare, gli altri si devono inventar dei motivi per continuare a camminare.

Abbiamo inevitabilmente parlato di Istanbul che ci ha fatto incontrare ed a cui almeno in tre ritorneranno a fine mese. La situazione è critica, si paventa il collasso economico – ma mi rendo conto che lo si fa da molto – ma ancora peggio sono gli attentati del pkk che si intensificano a seguito dei bombardamenti nelle strade dei loro territori e i conseguenti rastrellamenti casa per casa anche a Istanbul di chi sostiene i curdi. Un nostro amico è preoccupato che succeda anche a lui. Tuttavia, tutti sperano di restare finché è possibile, perché poi tocca reinventarsi una vita. Quello che provo a fare io, che non ci tornerò. Ma è tutto poco definito, in questa alternativa. Si spera che la fortuna ci sorrida. Si parla di idee finanziabili, non certi che si faranno passi per concretizzarle…

Mi aspetta un’altra avventura intensa, da venerdì, che mi porterà a Beirut via Atene. Devo un po’ lavorare, qualche ora, prima. Voglio rivedere i gatti, questa nostalgia di loro preme. Bisogna fare cena coi parenti che vivono in Francia, visitarne altri. Dormire. Un bagno in vasca…

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Questa voce è stata pubblicata il 11 agosto 2015 da in amici, libertà, viaggio.

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