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Camminare, scelta dirompente

Sono andata a vedere il film “Sei vie per Santiago“, così, perché un’amica ha fatto il cammino quest’anno. A me camminare non attrae. Il cammino di Santiago è lungo 825 km. Nel film dicono che, se si percorrono 27 km al giorno, in 32 giorni lo si fa.

Poi il 24 agosto è successo questo: la Macedonia ha lasciato entrare i profughi in Serbia. Ma la Serbia ha posto come condizione che entro 72 ore dovessero essere fuori dal Paese: 720 km circa da sud a nord, a piedi o montando sui treni o chiedendo autostop, se ti riesce… basta che te ne esci o sono guai. Non riesco a non ripensare a Jeux Sans Frontières. O, per chi è più giovane, a quei deficienti di Pechino Express – che ora sono in Messico! .. però qui i protagonisti non sono lui un affascinante attore romano e lei un’eclettica attrice e modella appassionata di viaggi….. sono uomini, donne e bambini vittime di guerre e fatiche immani..

Gli ungheresi che si sono ritrovati tutti questi rifugiati che la Serbia aveva fatto passare all’inizio li hanno voluti fermare. Da agosto erano pronti a costruire un muro, ma i rifugiati siriani passavano sotto al filo spinato. migranti_ungheria_getty_01

 Poi pretendevano di metterli nei campi di identificazione ed espulsione. E questi si assiepavano nelle stazioni. Benché muniti di biglietto, li tiravano giù dai treni. Cosa che si continua a fare contro i migranti anche al Brennero. Ma ci riprovano. Risalgono.

La polizia ha aggredito uomini, donne e bambini con gas lacrimogeni a Budapest. Come anche a Lesvos, in Grecia. E con spray urticanti a Budapest.n-MIGRANTI-large570

Nello stesso periodo, anche i migranti accampati a Calais, che provavano a salire sui camion, decidono di alzarsi e camminare dentro l’Eurotunnel. In 2000 ci avevano provato anche a fine luglio.

Poi un giorno l’ennesima barcarola è affondata e sono morti bambini piccoli, alcuni africani, a Zuwara in Libia. Non i primi, né gli ultimi. Chi vuol vedere quelle foto, le trova qui. Sono un po’ scomparse dal web.

150902112836-restricted-refugee-boy-bodrum-exlarge-169Ma il 2 settembre viene trovato morto su una spiaggia turca – a Bodrum in Turchia – a faccia in giù questo piccoletto, ha quasi l’età di quelli dei giorni precedenti, ma è bianco… troppo simile ai bambini europei. È un bambino kurdo, da Kobane, Aylan Kurdi. Lui, il fratellino maggiore e la madre sono annegati, con altri. La foto rimbalza sui social. Viene anche trasformata in un’icona, dai design, ne fanno un angelo, lo ridisegnano come Handala, ne fanno video. Dedicano al suo nome fondazioni e cimiteri dei naufragati. Segno che la commozione è tanta…150903084255-drowned-syrian-boy-brother-exlarge-169

Arrivano ai media le riflessioni del fotografo che ha ritenuto di dovere diffondere queste immagini, il racconto del ragazzo che lavorava in un hotel che l’ha trovato all’alba e degli altri turisti che trovano “reperti di vite di naufraghi”. Si è scatenato un aspro dibattito sull’opportunità del mostrare bambini morti, mentre gli amici dei paesi arabi trovano la foto di lui da vivo inseme al fratellino e non danno la colpa solo all’Europa, ma ai paesi del Golfo, che non hanno accolto alcun siriano. Su Twitter gira l’hashtag Humanity washed ashore” – in turco #KiyiyaVuranInsanlik.

Un altro bambino, più grande, in Ungheria, dice ad AlJazeera con candore “Non ci volete qui? Allora fermate la guerra in Siria, e noi torneremo volentieri a casa”.

Gli ungheresi fanno salire i rifugiati sui treni e poi li ritirano giù, intorno al 3 settembre, provano a dire ai rifugiati disperati che non ci sono treni verso ovest. Non asserirei che sono cattivi, sono sembrati molto incerti sul da farsi, come se aspettassero direttive dall’alto e queste non venissero chiare. Alcuni volontari ungheresi hanno allestito la visione di cartoni animati, nei campi, per rilassare queati bambini travolti da crudeli vicende. 11953286_2407278669319309_6331922969639204848_n

Fra i rifugiati parte il passaparola #Crossing_No_More, basta traversate via mare, troppo pericolose. Ci hanno provato altri prima, ma il giorno in cui 200 rifugiati, dopo un’assemblea alla stazione di Keleti, decidono di partire a piedi lungo l’autostrada che va da Budapest a Vienna qualche cosa di nuovo si attiva: alcuni cittadini europei si mettono in moto, organizzano un convoglio di auto per andare incontro a questa gente che ha già camminato tanto. Era un atto illegale, minacciavano di perseguirli penalmente. “Ma quel che è giusto, va fatto”, devono avere pensato.

Io commentavo: Secondo me tutti questi profughi a piedi e in treno fanno anche infuriare i trafficanti di uomini, si sono creati da soli il corridoio umanitario… mi sa che dovremo dare il premio Nobel ai siriani!

In un articolo di Internazionale si diceva perfino che i siriani a piedi entravano in Europa attraverso il Polo Nord! Really wonderpeople!

Globalproject.info scriveva che dopo i 200 altri partivano a piedi. Siamo di fronte a giornate epocali e difficili da seguire e documentare in profondità. Probabilmente lo “svuotamento” dell’Ungheria porterà ad una maggiore repressione e maggiori controlli sul muro al confine.

Il 5 settembre Austria e Germania, svergognate, hanno aperto le frontiere ai siriani.

Hanno mandato a farsi fottere il regolamento di Dublino. Da mesi si chiedono corridoi umanitari per i Siriani e di abrogare il Regolamento di Dublino, l’Italia è stata anche minacciata dalla Germania stessa perché aveva lasciato passare persone – gente che ha diritto all’asilo come eritrei e siriani – senza identificarli. Ed ora pouf! Loro dicono che non vale più.. la società civile da tempo sostiene una petizione per aprire corridoi umanitari e di eliminare questo regolamento.

10599428_1199960346697504_7687275409279217488_ne poi i primi arrivavano a Vienna! E l’atteggiamento di austriaci e tedeschi è diventato di generosa accoglienza, applaudivano i rifugiati, al loro arrivo, li abbracciavano, finalmente dignità e molti

11953124_1199962433363962_3632757429594858786_n

sorrisi…

Globalproject.info

In stazione centrale a Vienna la caritàs assieme ai volontari e alle centinaia di persone che stanno portando cibo, vestiti, passeggini ecc ecc, sta gestendo l‘arrivo delle persone di passaggio in viaggio verso la Germania.
Rare le persone che decidono di fermarsi. Quasi tutti cercano o aspettano treni per Berlino Frankfurt o Monaco.

11999013_1199960653364140_1036812655829739359_nMohammed Matter, palestinese di Gaza che studia in Germania, riassumeva così quello che stava avvenendo…

‪#‎Germans‬ flooded train stations with food, first aid, clothes and made welcoming parties for refugees.

‪#‎Austrians‬ went to Hungary to escort refugees with their personal cars.

In the ‪#‎Uk‬, 420,000 people signed a petition asking the government to allow refugees in and to provide financial support.

13,000+ ‪#‎Icelanders‬ wrote their government and offered to host refugees in their homes. In ‪#‎Scotland‬, thousands started a campaign to bring refugees to their country.

And many other initiatives in ‪#‎Sweden‬ ‪#‎Norway‬ ‪#‎Denmark‬ and elsewhere. This world could be great if people really rule. ‪#‎HumanityWins‬ ‪#‎PowerToThePeople‬ ‪#‎RefugeesWelcome‬

Questo ha commosso me e molti altri che credono nei diritti umani, come anche molti musulmani, abituati ad aspettarsi il rifiuto.11059921_1199961133364092_2860100452581448183_n

Perfino il governo inglese apriva per la prima volta alla possibilità di accogliere richiedenti asilo siriani ma solo se inviati loro dall’ONU, dai campi del Medioriente… che sia chiaro che l’Eurotunnel non serve a fare le passeggiate!

Ora si parla di diritto di asilo europeo. Lo fa la stessa bocca che mesi fa spiegava a una ragazzina palestinese ben integrata che doveva andarsene perchè “non si può accogliere tutti”. Oggi si parla di quote di migranti distribuiti per la UE, obbligatorie e si sanzionerà chi non li vuole. Ma anche stanzieranno molti soldi per l’accoglienza e giacchè l’Italia ne ha accolti tanti, parte di quelli verranno ridistribuiti negli altri paesi. Sono mesi che litigano perchè queste proposte erano inaccettabili. Oggi la Germania, che ha detto no a quella bambina, dice “può accogliere 500.000 profughi l’anno“.

Poi ci sono le sparate. Come quelle dell’opposizione israeliana che chiede al proprio governo di dare disponibilità ad accogliere dei siriani… se si offrono tutti… prima no, però, vero? Ovviamente, gli viene risposto di no, dal partito al governo.

E la sparata del Kuwait che dice che i siriani non devono avere il permesso di entrare nel paese ed in tutti i paesi del Golfo, perchè è meglio se se ne vanno in Libano e Turchia, perchè lì la vita è meno cara…

In ogni caso, festeggiamo che l’accoglienza sia diventata un valore. Che il rispetto della dignità e dei diritti di ogni essere umano siano idee che cominciano a diffondersi…
http://player.sky.it/external/news/50/253123
Ma molti stanno ancora partendo e non è scontato che vengano fatti passare, perchè mentre si apre ad est, si chiede all’Italia di blindare la frontiera del Brennero. Mentre i primi sono passati, oggi si vedono ancora i poliziotti al confine serbo ungherese impedire il passaggio di altri rifugiati, inseguirli, fare cadere un ragazzo con gli occhiali sui binari, famiglie intere che scampano loro rifugiandosi nei campi di mais.

Ungheresi e slovacchi pretendono di accogliere solo i rifugiati di religione cristiana. Il premier ungherese asserisce: «Noi, in Ungheria, conviviamo da secoli con i rom, ma non vogliamo convivere con musulmani. È un altra cultura, e gli ungheresi non vogliono questa presenza». La priorità dell’Ungheria è difendere i confini, la stessa che ha Israele rispetto ai siriani.

E si ribadisce che non verranno accolti quei siriani che sono da un po’ in paesi sicuri, come la Turchia ed il Libano… mentre dalla Turchia si stanno proprio organizzando per avviare una marcia per entrare in Unione Europea il 15 settembre

Intanto, anche noi (che vorremmo correre a Vienna e Monaco, a vedere questa rivoluzione, ma non possiamo subito) cammineremo un po’ in solidarietà, nella Marcia delle donne e degli uomini scalzi per i diritti dei migranti l’11 settembre in molte città d’Italia, idea proposta da fare alla 72° Mostra del Cinema di Venezia da Andrea Segre.

Ora la situazione è cambiata, rispetto a quando l’idea è stata proposta, ma vale ancora l’idea che…. è bene se camminiamo un po’ insieme.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 settembre 2015 da in buonenotizie, curdi, diritti umani, libertà, politica, Siria con tag , , , .

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