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Come si cambia il mondo?

450x450xrandomactofkindnesschangeworldquote.jpg.pagespeed.ic.o9Fo3w8qk5C’era un bambino coi capelli spettinati scuri, non più alto di un metro. Faceva la spesa al supermercato da solo e non si era mica comprato caramelle o cioccolato: aveva comprato il detersivo per i piatti. E un’altra cosa.. nemmeno quella per sè. Ora che doveva pagare stava frugandosi le tasche, alla ricerca di uno o due euro: ne erano usciti solo 50 centesimi.

Il bambino rimaneva serio, ma ovviamente era umiliato, voleva pagare. Mi son venuti in mente quei ragazzini delle spiagge della Tunisia che vengono a vendere collane coi ciondoli di sassi colorati, cianfrusaglie da niente, e ne inventano di ogni genere perchè tu dia una moneta a entrambi della coppia, non solo a uno. E lavorano, mica stanno praticando un passatempo. O quelli che vendono il pane  agli automobilisti, da soli nelle campagne che sembrano deserte, sotto il sole a picco. O alle bambine del porto di Tangeri che avvicinano i turisti che cenano per vendere fazzoletti di carta.

Le persone in fila dopo di lui ed anche la cassiera non erano ostili: pazienti, lo incoraggiavano a cercare meglio; dispiaciuti, scherzavano sul fatto che avesse le tasche del giubbotto bucate e gli offrivano anche aiuto per cercare. Lo apostrofavano dolcemente. Ma i soldi non saltavano fuori. download

Forse avevano pena di lui perchè apparteneva a una famiglia povera. “Disoccupati stranieri, di certo, rimasti qui a carico nostro…”. Ma pensavano fosse responsabilità dei genitori fornirlo dei soldi necessari alla spesa. Poteva anche averli persi, povero bambino tasche-bucate. O si immedesimavano, perchè di tempi di ristrettezze ne son passati anche di qua.

Ma… quei tempi per noi sono finiti. Ci sono situazioni in cui vedi la tristezza di qualcuno e devi dargli una scappatoia. Basta un gesto, non serve parlare: estrarre un portamonete ricamato da mani di donne palestinesi equivale in un linguaggio universale al dire “offro io”. Perchè i cuccioli appartengono al branco. Perchè non è nè merito nè colpa trovarsi in una situazione o in un’altra.

Poco dopo, il bambino svicola via. E sono tutti molto gentili. Uno si scusa perchè aveva rischiato di far cadere la spesa dell’altra, senza avere fatto niente. La cassiera regala il costo della borsetta. Sorridono. Ringraziano. Un circolo della gentilezza è cominciato. Solo che… ci vuole chi comincia.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 9 febbraio 2016 da in bambini, diritti.

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