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Tornare nelle isole greche…

Questa estate voglio tornare al mare, un mare limpido e ricco di iodio, certo non penso a Jesolo. Penso alle isole grechein cui non torno dal…2009?limnionas E’ giusto aiutare la Grecia in crisi… sentirsi l’animo in pace mentre ci si abbronza non è affatto male. Ma quale isola?

Ho già visto Paros, Naxos, Santorini, Corfù, Lesvos. Creta è piena di cultura e spiagge meravigliose, non delude – dicono gli amici. Giorni a rimirare le mappe… sono proprio tante le isole greche, diverse… ci sono i test “quale isola greca fa per te?”…

Poi cerca e ricerca cadi su qualche articolo diverso. Alcune isole greche sono vicinissime alla Turchia, dove ho vissuto 2 anni fa. Un ricordo di bambini che dormono sui marciapiedi di piazza Taksim… ora vedi altre foto di altri bambini siriani che dormono sui marciapiedi di Atene. Il confine con la Bulgaria, quello della rotta balcanica che ha portato i siriani nel nord Europa dall’estate scorsa è chiusa. Significa che restano in Grecia. Paese in cui la situazione è diventata drammatica questa primavera, a Idomeni i profughi si sentono tenuti in ostaggio. Eppure chi si trova nel continente può persino dirsi fortunato: il 18 marzo 2016 è entrato in vigore l’accordo Turchia-Unione Europea. Prevede che  i migranti e i profughi sulla rotta balcanica, siriani compresi, saranno rimandati in Turchia se non presenteranno domanda d’asilo presso le autorità greche. Per rispettare le leggi internazionali, i migranti saranno “registrati senza indugi e le richieste d’asilo saranno esaminate individualmente dalle autorità greche”. Chi non vorrà essere registrato e chi vedrà respinta la sua domanda tornerà in Turchia.  Per ogni profugo siriano che viene rimandato in Turchia dalle isole greche un altro siriano verrà trasferito dalla Turchia all’Unione europea attraverso dei canali umanitari. Donne e bambini avranno la precedenza in base ai “criteri di vulnerabilità stabiliti dall’Onu”. 1-WLfHXCLEVaCLE7MXPfbxdg

Credevano che questo procedimento di deportazione e selezione sarebbe avvenuto in fretta… il risultato è che le isole di Lesvos, Samos, Chios, Leros, Kos ed altre si sono trovate in situazione di emergenza. Praticamente manca perfino il cibo per le 3000 persone bloccate a Chios… ed il latte in polvere per i neonati che ne hanno bisogno, oltre a vestiti ed altro.

Ho scoperto pure io quello che succede realmente solo di recente ed ho raccolto varie fonti che parlano della situazione drammatica in corso, in questo post sul mio blog. Anche il gruppo chiamato ironicamente Are you syrious? segue le situazioni dei rifugiati siriani ed i vari ostacoli che incontrano nel loro viaggio ed è utile per tenersi aggiornati sulla situazione.

In fondo all’articolo, avendo deciso di andare ad aiutare per una settimana come volontaria alcune associazioni spontanee lì sorte, che stanno raccogliendo la partecipazione di volontari sensibili da ogni parte del mondo, ho pensato di aprire una colletta perchè porterò alcuni beni in valigia, come fanno tutti i volontari in arrivo, e se voi non potete andare di persona magari vi fa piacere mandare con me un piccolo segnale di empatia: per farlo Per i rifugiati a Chios, Grecia

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Questa voce è stata pubblicata il 20 luglio 2016 da in diritti.

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