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La fortuna di averti conosciuto.

11062684_10152963778416302_8390015325562418983_nLo scorso anno avevo finalmente deciso di andare in Libano, col comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila. Maurizio Musolino mi aveva telefonato più volte, da maggio, e spiegato molte cose. Poi si parte, ad agosto, nella campagna “Per il diritto al ritorno dei profughi palestinesi”.

Ecco che lo incontro: questo uomo dalla barba bianca, dalla forte personalità, burbero era il termine giusto. Spiritoso, nel gruppo di Beirut di quest’anno in cui l’elemento maschile è minoranza. Scherzava sul fatto di non volere che lo seguissimo anche a cena.

Ma anche serissimo, consapevole  – dopo tanti anni di viaggi in Libano – del rischio che si poteva correre, nei campi profughi in cui ci accompagnava ed altrove, del secondo in cui tutto poteva cambiare e potevi ritrovarti un fucile davanti, del sangue freddo e della fede nell’umanità che serviva, ma anche della prontezza necessaria ad evitare ed uscire da situazioni spinose. Ci rimproverava la nostra leggerezza, il volere fare foto ovunque…

Poi non ci sono andata all’incontro a Roma in cui presentare l’esperienza, non lo so perchè ho avuto un corto circuito e non son riuscita ad organizzarmi per esserci. La precarietà danneggia l’attività neuronale.

A marzo avevo saputo che non stava bene. Ed al mio messaggio ingenuo di incoraggiamento ha risposto “grazie. un abbraccio”. Era una persona gentile, Maurizio.

Scriveva. Ed osservava quello che succedeva in Turchia, Libano, Siria, Libia, Yemen e oltre con sguardo lucido, con profonde analisi. Comunista, antiimperialista, il suo impegno politico e la dedizione per unire i compagni che difendevano il proletariato di qua e di là del Mediterraneo erano indubbii. 

Aveva scritto un articolo, Isis: il terrorismo della disinformazione, recentemente. Ci teneva alla coerenza. Condividevo il suo pensiero ma non l’enfasi sul veterocomunismo che teneva a metterci. Una sua amica mi ha risposto: “A Oriana mi permetto di dire che credo che Maurizio non l’abbia scritto con l’intento di soddisfare tutti, se lo conosco bene è così, visto il suo caratteraccio ;-P. Lui, da comunista, la pensa così e non pretende che altri la pensano come lui o che condividano le sue scelte. A me ad esempio non convince il suo passaggio “benevolo” sui 5Stars, ma lo capisco. Anche io però credo che si sia bisogno di sinistra e di comunisti, per sconfiggere il terrorismo e per mille altri motivi. Quindi grazie per il contributo”.

Aveva certo ragione.

Sulla polemica agostana sul burkini Maurizio aveva voluto dire il suo pensiero ed esordiva così: “scusandomi in anticipo, voglio provare con estrema umiltà a dire la mia. Condividevo la sua opinione: Per farla breve, credo che ci sia un ambito privato dove ogni cittadino deve poter manifestare le proprie convinzioni e le proprie idee. Piacciano o non piacciano, almeno finché non offendono altri cittadini. In questo ambito nulla di male nel portare la kippah, mettere l’abito talare, indossare crocifissi, avere il velo o altro, indossare i sai buddisti, ma anche avere magliette con le foto del Che, o della Palestina o quanto altro. Purché si sia liberi di scegliere. Un terreno questo scivoloso, perché è estremamente difficile giudicare i condizionamenti della società nella quale si vive.
Ecco io considero la scelta di indossare il burkini al mare una scelta individuale, privata. Le donne islamiche, se libere di poterlo fare, devono poter scegliere, ed è assurdo avere leggi che lo impediscono. Un crocefisso ben in vista sul petto in cosa differisce? Cosa diversa è chiedere che nei documenti, un ambito pubblico, il viso sia scoperto e riconoscibile, vale per il velo ma anche per i turbanti indiani e altro ancora.
Per queste regioni le scelte del governo francese puzzano decisamente di una volontà, neppure troppo occulta, di assecondare gli spiriti xenofobi e antislamici, dilaganti in Francia, il prossimo anno si vota… Una delle tante facce dell’estremismo e dell’integralismo religioso che, dobbiamo riconoscerlo, sta radicandosi nelle nostre società, in forma trasversale, ben oltre quindi i confini dell’Islam.

Questa notte Maurizio se ne è andato. Lo vengo a sapere, come molti altri, da Facebook. I suoi amici nell’esprimere il loro dolore ne valorizzano le qualità.

Ciao Maurizio, sapere che non sei più con noi è stato un brutto risveglio. Mi mancheranno e mancheranno a tutti le tue analisi mai fuori luogo e oneste, eri uno dei pochi degni di chiamarsi giornalista. Rip

CIAO MAURIZIO! caro compagno appassionato e gentile, che ha con sensibilità e intelligenza continuato l’impegno “Per non dimenticare Sabra e Chatila”…un triste abbraccio ai familiari, amiche e amici11855670_10152969243326302_1693349815965856033_n

😦 quando sei stato incaricato come responsabile immigrazione del PdCI ci hai cercato a Senzaconfine…con umiltà ci hai chiesto consigli per fare il tuo lavoro…una dote ormai rara. Ciao Maurizio

Mi mancherai come mancherai ai compagni palestinesi che ti hanno sempre considerato un fratello su cui contare sempre.

I palestinesi che aspettano la delegazione “Per non dimenticare Sabra e Chatila” che parte fra 3 giorni.

Due giorni fa io e Paola pensavamo a te, chiedendoci se ci saresti potuto andare quest’anno. I palestinesi in Libano da non lasciare soli. E i palestinesi in Palestina che ora vivono una situazione di alta tensione a causa delle prossime elezioni, come se ci si potesse mai rilassare da quelle parti…

Dovremmo tutti raccogliere il tuo testimone e non dimenticare. Proveremo, tutti quelli che nella tua vita hai incontrato, proveremo. Grazie di esserci stato.

P.S. Coincidenze: prima di partire io avevo questa idea di andare prima in un’isola greca e poi in Libano con la delegazione. E’ strano oggi ricordare perchè ne parlano amici tuoi che tu mi avevi detto saresti andato a Chios prima di venire in Libano. E invece io ho fatto l’opposto: a Chios sono andata questa estate. Erano due situazioni diverse: l’estate scorsa iniziavano gli arrivi di massa dei rifugiati, ma forse allora, in agosto, ancora non si percepivano, mentre ora sono il tema di ogni giorno ed è per questo che ci sono approdata io.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 settembre 2016 da in amici, Libano, Palestina.

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