Orybal's weblog

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La mia audience

scolaresca-2-ciesseinforma-csv-fvgOggi sono stata accolta nel mio arrivo in lieve ritardo da un coro osannante il mio nome (che – sorpresa! – si ricordano). I bambini di prima. Perchè oggi si finisce il pipistrello per Halloween e ciò li rende euforici. Ricevo un abbraccio, poi due, poi uno di gruppo. Dolci.

Ieri ho ricevuto un applauso perchè secondo quelli di una quarta sarei “la maestra più buona”. Arma a doppio taglio. Ma oggi è perchè dico che son giorni che penso a cosa fare per Halloween con loro ed ho trovato video e cartoni da vedere sulla LIM…

Nel pomeriggio va bene, il bambino iperattivo mi fa da aiutante, scrive sul computer invece che sul suo quaderno, e lo fa con grande impegno.

Il giorno prima, invece, pesci in faccia. Uscite molto sfacciate, senza rispetto. La pigrizia di cercare. Il disinteresse. Tranne poche eccezioni, dispiaciute e che andando a casa mi chiedono pure scusa. Nel pomeriggio l’altro gruppo cerca di essere almeno un po’ meglio del precedente… ma comunque ci son elementi che da sempre pensavano solo a scambiarsi bigliettini e quasi li disturbi, insegnando… ti tocca ripetere di continuo che bisognerebbe ascoltarsi a vicenda, alzare la mano per parlare uno alla volta….

Dopo una giornata pesantissima emotivamente, vado dal mio gruppo di giovani adulti migranti. Sono in Italia da pochi mesi o da qualche anno. Solo uno o due lavorano. Hanno bisogno di migliorare la conoscenza di questa lingua per loro straniera, per aprirsi un mondo di possibilità. Sono attenti, concentrati, interessati e contenti. Inventano semplici frasi col verbo avere e rimangono sul focus anche quando scherzano. Perchè per loro queste due ore sono una scelta. Sono due ore confortanti, anche dopo una giornata molto piena..

E poi oggi: fai volontariato con altri giovani uomini del centr’Africa, perlopiù. Reciti nelle formule di cortesia, con Pia, ma poi insegni a leggere a un giovane uomo analfabeta. Impara le sillabe in un battibaleno, con ottima memoria. Siamo nel giardino del centro sociale, sotto un albero, circondati da persone, adulti e bambini, che dipingono insegne, che portano materiali per pulizia e verniciatura, che chiacchierano, che giocano a calcio balilla. C’è il sole. E c’è molta serenità. Un mondo dove convivono persone che provengono da varie parti del mondo e sono accolte con amicizia, senza pregiudizi. Mi sento bene, in quest’isola felice, oggi. Mentre fuori di qui.. questa regione e questa nazione sono zeppe di persone ostili.

E tu sei sempre la stessa. Ma una volta vai bene e un’altra no. Piena di difetti e ricca di pregi. Stanca, esasperata e predicante o semplicemente leggera e spiritosa. E’ il pubblico che fa sì che lo show sia diverso ad ogni rappresentazione…

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Questa voce è stata pubblicata il 30 ottobre 2016 da in apprendimento, bambini, culture, educazione, libertà, stranieri.

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