Travisamenti occidentali davanti alla realtà iraniana

Giugno 23, 2009
Riporto la traduzione inviataci da Gaetano d’Ovidio e fatta da Daniele Scalea di un articolo di George Friedman*, direttore di Stratfor<http://www.stratfor.com/>
Nel 1979, quando ancora eravamo giovani e sognatori, in Iràn ebbe luogo una rivoluzione. Quando chiesi agli esperti cosa sarebbe successo, si divisero in due campi.
Il primo gruppo d’iranisti sosteneva che lo Scià ne sarebbe senz’altro uscito indenne: i disordini non erano altro che un evento ciclico agevolmente gestibile dalla sua polizia, ed il popolo iraniano sosteneva compatto il programma di modernizzazione promosso dalla monarchia. Questi esperti avevano maturato la loro previsione parlando con gli stessi funzionari e affaristi iraniani con cui colloquiavano da anni: potenti persiani cresciuti nell’opulenza sotto lo Scià e che parlavano inglese, dato che di frequente gl’iranisti non parlavano il farsi molto bene.
Il secondo gruppo d’esperti considerava lo Scià un tiranno oppressore, e attribuiva alla rivoluzione l’intento di liberalizzare il paese. Le loro fonti erano professionisti e accademici sostenitori dell’insurrezione: persiani che conoscevano le idee della guida suprema ayatollah Ruholla Khomeini, ma non credevano avesse molto seguito nel popolo. Pensavano che la rivoluzione avrebbe aumentato i diritti umani e la libertà. Gli esperti di questo gruppo parlavano il farsi ancor meno di quelli del primo.Sentimenti fraintesi in Iràn
Limitandosi alle informazioni che giungevano dagli oppositori anglofoni del regime, entrambi i gruppi d’iranisti avevano maturato una visione erronea degli esiti della rivoluzione: la rivoluzione iraniana, infatti, non era portata avanti dalla gente che parlava l’inglese. Era fatta dai mercanti dei bazar cittadini, dai contadini, dai chierici: persone che non parlavano agli Statunitensi, non conoscendone la lingua. Questa gente dubitava dei pregi della modernizzazione, e non era per niente certa di quelli del liberalismo; ma fin dalla nascita coltivava le virtù musulmane ed era convinta che lo Stato iraniano dovesse essere uno Stato islamico.
Europei e Statunitensi stanno male interpretando l’Iràn da 30 anni. Anche dopo la caduta dello Scià, è sopravvissuto il mito d’un movimento massiccio di popolo che guarderebbe alla liberalizzazione: un movimento che, se incoraggiato dall’Occidente, riuscirebbe alfine a formare una maggioranza e governare il paese. Noi definiamo questo punto di vista “liberalismo iPod”: l’idea che chiunque ascolti rock ‘n’ roll su un iPod, tenga un blog e sappia cosa significhi “Twitter” debba essere un entusiasta sostenitore del liberalismo occidentale. Ancor più significativo che questa corrente non sia riuscita a capire che i possessori di iPod sono una ristretta minoranza in Iràn – un paese povero, religioso e complessivamente soddisfatto degli esiti della rivoluzione di trent’anni fa.
Senza dubbio c’è gente che vorrebbe liberalizzare il regime iraniano. La si può trovare tra le classi professionali di Tehran così come tra gli studenti. Molti parlano inglese, cosa che li rende accessibili a giornalisti, diplomatici e agenti segreti di passaggio. Sono loro quelli che possono parlare agli occidentali; anzi, sono loro quelli che vogliono parlare agli occidentali. E questa gente dà agli occidentali una visione assolutamente distorta dell’Iràn. Possono dare l’impressione che una fantastica liberalizzazione sia a portata di mano. Finché non si capisce che gli anglofoni possessori di iPod, in Iràn, non sono esattamente la maggioranza.
Venerdì scorso il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è stato rieletto coi due terzi del voto. I sostenitori dei suoi rivali, dentro e fuori dall’Iràn, sono rimasti basiti. Un sondaggio dava per vincitore l’ex primo ministro Mir Hossein Mousavi. Sarebbe ovviamente interessante meditare su come si possa condurre un sondaggio in un paese dove il telefono non è universalmente diffuso, e fare una chiamata, anche dopo aver trovato un telefono, resta una scommessa. Un sondaggio, perciò, raggiungerebbe probabilmente la gente dotata di telefono che abita a Tehran e nelle altre aree urbane. Probabile che tra questi Mousavi abbia vinto. Ma fuori da Tehran e dalla gente facile da contattare, i numeri sono cambiati parecchio.
Alcuni accusano ancora Ahmadinejad di brogli. È possibile che vi siano stati, ma è difficile capire come si possa rubare un’elezione con un margine tanto ampio. Farlo avrebbe richiesto il coinvolgimento d’un numero incredibile di persone, ed avrebbe rischiato di generare numeri palesemente in disaccordo coi sentimenti prevalenti in ciascuna circoscrizione. Brogli su ampia scala implicherebbero che Ahmadinejad abbia manipolato i numeri a Tehran senza alcun riguardo per il voto. Ma ha tanti potenti nemici che l’avrebbero subito rilevato e denunciato. Mousavi insiste ancora d’essere stato frodato, e dobbiamo rimanere aperti alla possibilità che sia così, per quando sia arduo immaginare il meccanismo attraverso cui ciò sarebbe accaduto.La popolarità di Ahmadinejad.
Manca pure un punto cruciale: Ahmadinejad gode di grande popolarità. Non parla delle questioni che interessano i professionisti urbani, ossia economia e liberalizzazione; ma affronta tre problemi fondamentali che interessano il resto del paese.
Innanzi tutto, Ahmadinejad parla di religiosità. Entro ampi strati della società iraniana, è cruciale la volontà di parlare genuinamente della religione. Sebbene possa essere difficile da credere per gli Europei e gli Statunitensi, nel mondo ci sono persone per cui il progresso economico non è la cosa fondamentale; persone che vogliono mantenere la loro comunità così com’è, e vivere così come vivevano i loro antenati. Questa gente prova ripulsa per la modernizzazione – che venga dallo Scià o da Mousavi. Essa perdona a Ahmadinejad i suoi fallimenti economici.
In secondo luogo, Ahmadinejad affronta la corruzione. Nelle campagne è diffusa la sensazione che gli ayatollah – che hanno enorme ricchezza ed enorme potere, riflessi nel loro stile di vita – abbiano corrotto la Rivoluzione Islamica. Ahmadinejad è inviso a molti in seno all’élite religiosa, proprio perché ha sistematicamente sollevato il problema della corruzione, che risuona nel contado.
Infine, Ahmadinejad è un portavoce della sicurezza nazionale iraniana: posizione tremendamente popolare. Va sempre tenuto a mente che l’Iràn negli anni ‘80 combatté una guerra con l’Iràq che durò 8 anni, cagionando perdite e sofferenze inenarrabili, e di fatto conclusasi con la sua sconfitta. Gl’Iraniani, ed i poveri in particolare, hanno vissuto quella guerra ad un livello molto intimo. La combatterono in prima persona, o vi persero mariti e figli. Come succede in altri paesi, la memoria d’una guerra persa non necessariamente delegittima il regime. Semmai, può generare speranze di rinascita, così da non vanificare i sacrifici bellici: un tasto su cui batte molto Ahmadinejad. Affermando che l’Iràn non deve ridimensionarsi ma diventare una grande potenza, parla ai veterani ed alle loro famiglie, che desiderano veder emergere qualcosa di positivo da tutti i loro sacrifici in epoca bellica.
Forse il principale fattore della popolarità di Ahmadinejad è che Mousavi ha parlato per i distretti-bene di Tehran – un po’ come correre per le presidenziali statunitensi facendosi portavoce di Georgetown e del Lower East Side. Questa cosa ti segna, e Mousavi ne è uscito segnato. Brogli o no, Ahmadinejad ha vinto e pure di tanto. Che abbia vinto non è un mistero; il mistero è come gli altri potessero pensare che non avrebbe vinto.
Venerdì, per un tratto, era sembrato che Mousavi fosse in grado di scatenare un’insurrezione a Tehran. Ma il momento è passato quando le forze di sicurezza di Ahmadinejad sono intervenute sulle loro motociclette. E ciò ha lasciato l’Occidente con lo scenario peggiore: un antiliberale democraticamente eletto.
Le democrazie occidentali credono che il popolo eleggerà i liberali che tutelano i loro diritti. In realtà, il mondo è più complicato di così. Hitler è l’esempio classico di chi è giunto al potere seguendo la costituzione, e poi l’ha violata. Analogamente, la vittoria di Ahmadinejad è nel contempo il trionfo della democrazia e quello della repressione.

Il futuro: lo stesso, di più
La domanda è ora cos’avverrà in seguito. Internamente, possiamo aspettarci che Ahmadinejad consolidi le sue posizioni sotto la copertura della lotta alla corruzione. Lui vuole ripulire gli ayatollah, molti dei quali sono suoi nemici. Avrà bisogno del sostegno della guida suprema ayatollah Alì Khamenei. Quest’elezione ha fatto di Ahmadinejad un presidente potente, forse il più potente che ci sia mai stato in Iràn dalla rivoluzione. Ahmadinejad non vuole sfidare Khamenei, e la sensazione è che Khamenei non vorrà sfidare Ahmadinejad. Si profila un matrimonio obbligato, che forse metterà in una posizione difficile molti altri capi religiosi.
Di certo le speranze che la nuova dirigenza politica ridimensionasse il programma nucleare iraniano sono state annullate. Il campione di quel programma ha vinto, in parte proprio perché se n’è fatto paladino. Riteniamo l’Iràn ancora lontano dallo sviluppare un’arma nucleare utilizzabile, ma di certo la speranze dell’amministrazione Obama che Ahmadinejad sarebbe stato rimpiazzato o quanto meno indebolito e ridotto a più miti ragioni, sono state infrante. È interessante che Ahmadinejad abbia inviato congratulazioni al presidente Barack Obama il giorno della sua investitura. Ci aspetteremmo che Obama ricambi la cortesia, vista la sua politica d’apertura, che il vice-presidente Joe Biden pare aver affermato, assumendo che parlasse per conto di Obama. Non appena la questione dei brogli si sarà risolta, avremo un’idea migliore se la politica di Obama proseguirà (e crediamo che sarà così).
Ora abbiamo due presidenti in posizione politicamente sicura, cosa che normalmente garantisce buone basi per negoziati. Il problema è che non si capisce su cosa gl’Iraniani siano pronti a negoziati, né quali concessioni gli Statunitensi siano disposti a dare agl’Iraniani per indurli a negoziare. L’Iràn vuole maggiore influenza in Iràq ed il riconoscimento del suo ruolo di maggiore potenza regionale, cose che gli Stati Uniti non vogliono concedergli. Gli USA vogliono la fine del programma nucleare iraniano, cosa che l’Iràn non vuole accettare.
A prima vista, questo sembrerebbe aprire le porte ad un attacco contro le installazioni nucleari iraniane. L’ex presidente George W. Bush non ebbe alcuna voglia di condurre un simile attacco, né l’ha ora Obama. Entrambi i presidenti hanno impedito agl’Israeliani d’attaccare, posto che quest’ultimi abbiano mai voluto farlo davvero.

Per ora, le elezioni sembrano aver congelato lo status quo. Né Stati Uniti né Iran sembrano pronti a mosse significative, e non vi sono terze parti che vogliano farsi coinvolgere nella questione, eccettuate le occasionali missioni diplomatiche europee o le minacce russe di vendere qualcosa all’Iràn. Alla fin fine, ciò dimostra quel che sappiamo da molto: il gioco è bloccato sul posto, e va avanti. ***


Sogni che lasciano confusa

Giugno 21, 2009

DSCN0331Ieri, infelice della mia attuale vita sotto vari aspetti (lavoro, solitudine, etc), affermavo che avrei scambiato questa vita per un’altra simile ma di fronte al mare.

Doveva essere una cazzata cosmica. Perchè ho fatto questo sogno:

“Avevo un lavoro in un negozio di catalogazione colori dei tessuti o dei bottoni, un lavoro che odiavo…con un capo pressante, un ragazzo alto, elegante, forse attraente ma fastidiosamente prepotente.

Andavo al mare, ma il mare era troppo minaccioso in quell’area, e freddo… quello che si poteva fare era camminare carponi in un tunnel di vetro attaccato a un palazzo (come una veranda) affollato di gente e guardare le mangrovie che affondavano i loro numerosi rami in un mare scuro e opaco… non che non ci fosse un’insenatura col mare blu dove si poteva scendere in spiaggia, altrove, ma non volevo andarci perchè non era il mare ma un laghetto vicino al mare pieno di acqua salata blu.

E inoltre, un tipo mi spiegava che sotto il mare erano rimaste le catene montuose che c’erano prima della formazione degli oceani… e improvvisamente, ecco, dal mare rispuntavano…il monte rosa, il monte bianco, l’himalaya, pieni di roccia e neve… e io ero depressa perchè cercavo il mare e invece, ecco, le montagne! Che sfiga… “

E il giorno dopo ho sognato di aver vinto ben 2 biglietti per un concerto di Vasco del 25 giugno 2009. Il primo l’ho vinto a un concorso a premi, il secondo invece me lo ha consegnato per miei meriti una fatina a forma di farfalla/libellula che nel darmelo mi ha fatto un discorsetto e c’è il suo logo a libellula sul biglietto.

Ne son felice, ma cerco di raccontare la mia fortuna a cena… ma padre e fratello stanno facendo uno di quei discorsi in cui uno vuol aver ragione sull’altro urlando più forte… e non mi ascoltano. Ne resto infelice. Perchè accade anche nella realtà.


Obama, vai a Gaza! Vai a Gaza, Obama!

Giugno 6, 2009

3598321425_b33a5a8f2dFoto from Codepink.Ma l’amico Mohamed che è egiziano mi ha fatto sapere che la zona era blindata e nessun manifestante egiziano è potuto entrare nella zona dell’Obama’s speech. Certo. Prevedibile. Quelli di Codepink sono un gruppo di americani…diamo loro illusione di vivere in democrazia.

A demistificare l’emozione per le belle parole di Obama è Robert Fisk nel suo articolo intitolato Uno stato militarista è il posto sbagliato per un discorso ufficiale di Obama.

“Forse Barak Obama ha scelto l’Egitto per rivolgersi ai musulmani con un “grande messaggio” perché è il Paese in cui abita un quarto della popolazione araba, ma è anche il Paese meno democratico e meno libero della regione, il più militarista e spietato”, commenta.

Anche lui pensa che Obama farebbe meglio ad andare a Gaza, per fare pace con l’islam: “gli Stati Uniti con Bush sono scesi talmente in basso per quanto riguarda la condotta morale con cui hanno usato il loro potere che Obama dovrebbe pronunciare il suo discorso nei Territori Occupati, anche Gaza, per avere la speranza di trasformare il profondo risentimento e la rabbia che i musulmani hanno accumulato negli ultimi otto anni. Ma questo, naturalmente Obama non lo farà. Così ecco che va in Egitto, senza vedere lo squallore e la paura in cui vivono gli egiziani”.


Le notti della propaganda

Giugno 5, 2009

Siamo stati convocati per mercoledì sera in federazione per l’urgenza di attacchinaggio manifesti. Pensavo ci saremmo ritrovati ben pochi, invece c’erano parecchi socialisti lì… Bisognava fare le squadre, cioè andare in 2-3 per zona, ma non tanto per i manifesti ma per finire i volantini. Ho pinzato i miei santini sui volantini con l’aiuto di Marilena che mi chiede perchè le padovadonne non propongano per gestire una casa rifugio. Perchè? Non c’è ancora. Si deve esser preparati. Ne avevo parlato con Jenny che dovrebbe lavorare con la coop Iside al centro antiviolenza di Venezia, del poter partecipare ai loro “corsi segreti”…dice si sì. E’ stata invitata solo al convegno del 14 maggio del CVPD.

Comunque, la mia squadra sono Paolo Trovato e Andrea Favero. Ci facciamo il quartiere 5. Io diffidavo di Paolo perchè amico del Luciani, ma invece beh, è simpatico, democratico. E Andrea? Ha fatto l’accademia, illustrazione per l’infanzia, e ora fa altro… come me. Andiamo al Kofler, dico loro di non lasciare che io mi perda (che nemmeno hanno il mio numero di cellulare) e Andrea mi fa scherzi… dice che io scienziata dell’educazione e lui illustratore per l’infanzia potremmo aprire una cooperativa. Ci facciamo poi la zona di via Caprera, e la gente prende il fresco fuori – temiamo ci scambino per ladri – e diciamo loro buonasera. Ci son proprio belle casette nuove, in quella zona… noi ripuliamo le cassette postali della pubblicità altrui. Andrea ha fatto dieta – solo insalata – e Paolo non ha fatto in tempo a far cena.. Io sì, dal kebabbaro di via Petrarca, dopo la riunione di Padovadonne. Ci fermiamo da Aladino, che sono amichevoli… lasciamo volantina ai, ma anche Paolo è forte…lanciava i suoi santini dentro i cancelli come se gli cadessero e qui senza chiedere mi fa “guarda, qualcuno ti ha preceduto mettendo i suoi” bei santini a ventaglio…ed è stato lui! :) Poi però l’egiziano del kebab che mi fa sempre gran sorrisi attacca a litigare in arabo con la ragazza egiziana che sta alla cassa, magari la moglie …oh-oh. Colpa del mio volantino che uno se ne è preso per sè?

Andiamo e Paolo vorrebbe offrirci un daiquiri al ristorante cubano…ma è chiuso. Percorriamo via Palestro fino in fondo e Andrea distribuisce anche i miei santini… mentre mi allontano un po’ arriva una guardia notturna e scende dall’auto, mi dice buonasera, per un attimo ho avuto paura. Sandra dice che non possono andare donne sole a far volantinaggio/attacchinaggio di notte. Non ho paura di questa città, va ben che siamo in quartieri quieti, ma insomma… paura della guardia perchè sono ladra?

Finiamo sulle 00.30 e non mi sento di accettare secondo invito a un drink di Paolo. Son stata proprio serena con loro, ma…il giorno dopo si lavora.

La sera seguente alla cena di Rio Abierto Mara mi invita di nuovo a lasciare volantini…Paolo è negativo sul far politica, ma lui ha fatto le lotte degli anni 70. Ombretta ne prende un bel po’ per promuovermi, mentre alcuni altri non votano in città. Me ne rimangono un po’ e decido di girare le vie intorno a casa…è mezzanotte anche stavolta. Quasi alla fine dei volantini mi vede Alessandro. Si ferma a parlare, mi stuzzica, ridiamo… legge sul volantino che il PS ha proposto le sale del commiato… Mi fa proprio ridere che giochi di parole e dica “che proposta è quella di lanciarsi addosso del sale al momento di salutarsi?” ;)


Volantinando in piazzerbe

Giugno 2, 2009

Volantinaggio in piazza Erbe, Padova

Oggi alle 15 io e Raffaele ci siamo organizzati di nuovo per volantinare in piazza Erbe. Arrivo e lui non c’è. Al “nostro posto” c’è un africano che si è tolto le scarpe per abbronzarsi i piedi sotto il sole cocente :) . (in realtà aveva caldo, con le scarpe da ginnastica)

Dopo poco si rimette le scarpe e viene a offrirmi i suoi libri… ne compro uno di cui avevo già sentito il titolo “Imbarazzismi” di Kossi Komla Ebri con introduzione di Laura Balbo.

Raffaele arriva e si inizia. La gente non è molta e molti son turisti. Ma qualche italiano c’è, anche simpatizzante, spesso emiliani. E poi qualcuno che vota a Padova. Io lo chiedo diretta “Voti a Padova?” e alcuni restano interdetti e non riescono a mentire. Mica pretendo di beccare solo i simpatizzanti socialisti… ma almeno leggi, no?

Dopo un po’ si ferma un gentile signore che vuol farmi una domanda difficile…ma quanti socialisti ci sono a Padova? Rispondo. E se voi sostenete Zanonato, il vostro voto va a lui? Spiego che deve votare anche il simbolo, non solo il nome del sindaco.

Raffaele si è messo più lontano, così becchiamo gente diversa e se dicono no a lui io non ritento. Lui poi becca quelli che passano sotto il portico alle mie spalle ma alla sua altezza son costretti ad uscire perchè il portico finisce.

Arrivano i grillini. Ieri sera con Tiano ho visto il loro comizio con Grillo che ha parlato un minuto e poi ognuno che diceva una frase…quasi tutti parlavano di piste ciclabili e rastrelliere mancanti. Sento un prurito di andare a rompere loro le palle, anche perchè la Michelotto è stata l’unica invitata a non venire alla serata “Vota per lei” di Padovadonne! Vado… Raffaele non capisce perchè. Loro son piazzati a un passo da quelli della lista per Marin, il candidato di destra. Propongono un loro sindaco che si chiama Maurizio d’Este, un imprenditore appassionato d’Africa. Vabbè. Solo che insomma… vado a chiedere il loro programma. Mi consegnano foglietti su orti e rifiuti e acqua… “siete una lista ambientalista?” chiedo. Il tipo si irrita vagamente perchè è vero che somigliano ai verdi ma non… loro sono incensurati. “Anch’io sono incensurata” dico provocatoria, e nemmeno han colto che sono la socialista dietro l’angolo, perchè hanno un banchetto con le bandiere attaccate alle sedie pieghevoli, tante bandiere, troppi volantini diversi… son distratti da tanto daffare. Una ragazza carina mi invita a sentire la presentazione del libro di Della Luna, “Euroschiavi”. Sarebbe interessante, Ma come ci godo di aver rotto le palle allo suscettibile che poi gira per posizionarsi altrove con la sua sedia bandierata e coglie che sono della concorrenza… ;)

Poi arriva uno di Rifondazione, uno che ha formato comitati in via Manara. Comitati diversi da quelli dell’oca manfriniana della Stanga. Han reso diverso il quartiere… risolto cose. Cosa? Come?  Perchè non dice i dettagli a me che son stata all’estero? Per le prostitute… secondo lui basterebbe non lavorassero nelle zone residenziali. Magari in zona industriale… Mih, io sarei terrorizzata a far quel mestiere sola in zona industriale… è un labirinto di strade deserte! Anche Kristal, la transessuale loro “sindacalista” che è candidata per i Verdi, propone lo zoning della città, ma non credo intenda proprio mandare le prostitute nelle zone desertiche…

Dopo, arriva gente che dice che non vota. E io ribatto che molti cretini e molti furbi invece votano e chi vince per colpa loro? Una signora mi colpisce… è in bici, non vuol votare (tanta delusione in giro)  e ci attacco bottone mentre vuol andarsene ma si ferma… non sopporta la Ruffini, sai perchè? Perchè veniva a fischiare con la trombetta a quelli delle ronde. Non ce l’ha con Zanonato, ma con lei… “che però ha fatto parecchio in ambito case popolari, eliminando le occupazioni delle case, dando soluzioni, no?”. E lei che mi dice? Che era lì quando hanno arrestato in una casa popolare l’assassino del parco delle farfalle. Che non è l’assassino. Vorrei mi raccontasse.. ma non posso. Dico che comunque erano abusivi, però, cosa c’entra Ruffini? Non ha messo criminali nelle case popolari…

Non dico che conosco tutti loro e so che persone di cuore sono, ma non integrati, senza speranze come questo qui davanti che dal 1991 chiede elemosina fingendosi storpio… Conviene, la signora, quando dico che l’Africa ha fame, che preme alle frontiere, non si può impedire che il mondo diventi interculturale e controbatto che è inutile parlare di aiutarli a casa loro, se siamo noi a vendere loro le armi… lo sa. Ok, le do il mio volantino…

Dopo passano altri e un signore con la barba bianca che vede la mia foto sul santino e mi fa le congratulazioni… santino da granfiga, competo con le veline del PdL? ;) La gente che si stupisce quando dai il volantino e poi si accorge che ci sei tu nella foto e ti riguarda stupefatta mi fa ridere.

C’è tanta gente che rifiuta a priori, uno mi ha chiesto ostile “chi siete?” e io “può leggerlo qui”. Arrivano quelli del gruppo per Marin di Giampiero Avruscio, forse lui stesso, io mica lo riconoscerei, e prendono un mio volantino ma mi danno il loro. Qualcuno restituisce il volantino a Raffaele perchè non vota in città o perchè vota altro, e moltissimi sono ligi a buttare i volantini che non gli interessano non a terra ma negli appositi cestini… gente civile, a Padova.

Raffaele ha un dibattito intenso ma cortese con un anziano che ritiene che Silvio debba solo diventare più sobrio come consiglia la chiesa, ma che sia un gran leader, capitano di industria. Io cerco di dar volantino a quelli che sfrecciano in bici, alle rumene che forse non possono votare ancora, ce ne sono che se ne rammaricano di non potere. E lo do a due signore che non son di Padova… ma mi assicurano che lo danno alle loro amiche padovane. Bah! Ripassano sorridendomi e chiedo se ne vogliono un altro per altre amiche. ;)

Dei ragazzi si fanno la foto davanti ai nostri manifesti socialisti… folklore? Arriva Smeralda che ha manifestato contro i respingimenti degli immigrati verso la Libia ed ora va a un dibattito sul ddl sicurezza. Si fermano anche delle rumene che chiedono l’elemosina ma non a me, per chiacchierare… Poi arriva vestito di giallo un piccolo africano che fa pulizie della piazza col suo amico bianco anziano. Nessuno dei due può votare, mi dice. Perchè quello che pare italiano non può? Ma questo ragazzo simpatico sa tutto del governo, delle elezioni, di Padova… però c’è il razzismo, sua moglie è una provetta gelataia quasi bianca e comunque la gente boicotta la gelateria in cui lavora perchè lei è extracomunitaria. E la nonna di lei è cittadina italiana, ma si è messa in fila in non so che ufficio dove ci son file per italiani e file per stranieri e siccome è nera qualcuno è venuto a dirle di malomodo che aveva sbagliato fila! Ci vorranno 200 anni, dice, perchè gli italiani non osino più offendere così e suppongano che esistano italiani con la pelle di diversi colori… 200 anni sono proprio tanti. Molti italiani, mi spiace e gli spiace, non vogliono dare il voto alle amministrative agli immigrati perchè hanno paura di loro, di cosa voteranno. Peggio per l’Italia, gli spiace. Gli dico che quando diventerà cittadino fra 2-3 anni dovrebbe candidarsi pure lui, sostiene di avere già 500 amici che lo voterebbero. Gli parlo della somala Cadigia (un po scura) che è candidata, la conosce.

Ritorna l’africano dei libri che mi dice che stima Zanonato perchè è un “sindaco del popolo”… lui gli ha offerto un suo libro e lui lo ha ascoltato e anche comprato. Mi dice che secondo lui è bene che sia riconfermato sindaco. E “Ciao, lady”. Son diventata una lady, oggi, nobildonna.


Il papa non sa che han picchiato dei ragazzi palestinesi… ora glielo diciamo

Maggio 24, 2009

Beh, è sconvolgente… poteva fare a meno di andare in Palestina pure quel benedetto se deve succedere che vengano arrestati e massacrati di botte dei ragazzi per causa sua… come si racconta qui.


28 MAGGIO: PRESENTAZIONE DELLA NOSTRA VIDEOINCHIESTA “VOTA PER LEI”!

Maggio 22, 2009

n51028414733_5100Giovedì 28 Maggio, ore 18.30 Sala Paladin, Municipio di Padova Proiezione della video-inchiesta: “Vota per lei: donne e politica a Padova” di Laura Cogo e Oriana Baldasso www.padovadonne.it
A seguire conversazione con le candidate di tutti i partiti per Padova.

“Mai viste così tante donne candidate nelle liste dei partiti di Padova come quest’anno. Due donne candidate Sindaco, una donna candidata a Presidente di Provincia, una lista di sole donne per il Comune, tantissime infine quelle che si presentano ai vertici delle rispettive liste. Sarà la volta buona che riusciremo ad avere delle amministrazioni locali più rosa? Si, se le donne quando andranno a votare …….si ricorderanno di essere donne!”

E’ questo il messaggio che l’Associazione PadovaDonne vuole lanciare a tutte le cittadine di Padova. Durante i lunghi mesi di questo inverno due giovani padovane hanno condotto un’inchiesta sui temi delle donne e della politica a Padova. Partito dopo partito, segretario dopo segretario, si sono confrontate con il mondo della politica per cercare di capire quale sia la percezione sulle donne e sulle loro potenzialità politiche. Gli e le intervistati/e hanno parlato con loro di donne, di politica, di stereotipi, di quote rosa, di luoghi comuni, di futuro. Il risultato è la video-inchiesta “Vota per lei”, un interessante e simpatico modo per decidere come e per chi votare alle elezioni amministrative di Giugno!

(articolo di Laura Cogo)


Evviva, volantini pronti!

Maggio 21, 2009

Finalmente, sono pronti per la stampa i volantini del partito Socialista..

Ecco la lista dei candidati…

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 E quello che ci si propone di fare per Padova…

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E poi?

Maggio 14, 2009

E così son andata dal parrucchiere, dalla Noah, che non solo mi ha messo in sesto i capelli, che l’ultimo parrucchiere in prova – da che son orfana de I Ducci – mi aveva devastato, ma mi ha proposto anche di truccarmi gli occhi, quando le ho raccontato la storia della candidatura – a lei che dice di non capirci di politica – e alla fine mi ha fatto un trucco completo, un po’ orientale, con eye liner.

E poi son passata da Cristiana, consigliere provinciale del PS, che ha uno studio fotografico e insomma mi han messo in posa. Queste foto sono per il cosiddetto “santino” che molta gente pare saper cosa sia, ma io proprio cado dalle nuvole… nel senso che non so come e quando vada fatto. Ora li guardo, quelli che arrivano in cassetta postale: alcuni son biglietti da visita, altri grandi come cartoline…

La prima sera al partito son stata a firmare. C’erano molti altri, alcuni 40enni mi si son presentati, tranquillamente, accoglienti… mentre altri parlottavano da intellettuali solo fra loro…

Io avevo fatto un giro per siti, documentandomi, e scoperto che il segretario nazionale che ha anche un blog è una persona colta, che ha fatto ricerche storiche ed era amico della Oriana, la Fallaci, su cui ha scritto un libretto di commiato, Morirò in piedi, e si sa che lei era diventata un bel po’ razzista coi musulmani, pericolosi per la loro fede, contro un Occidente diventato pappamolla, ma se un segretario del Partito Socialista restava una delle ultime persone che Oriana voleva vedere…beh, questo rivaluta tutto. Si torna a ritrovare il link con il suo passato di adolescente staffetta partigiana. E allora.. non lo so, mi è parso che questo desse nuova luce a una scelta, perchè anch’io son Oriana.

Poi ieri sera si fa la riunione organizzativa, dove si parla di come si vota, banchetti e attacchinaggio. I turni si organizzano, il problemino che c’è è che ancora non son definitivamente decisi gli slogan di manifesti e volantini… accidenti. E ci siamo offerti di cominciare i banchetti il 16.

A me stasera la gente dà un’impressione diversa. Avevo notato un tipo con abito color sabbia e camicia bianca con papaveri….. “cribbio, può raccogliere consensi solo nelle balere!”, ho pensato, e lui comincia arrabbiandosi ma poi si rivela una risorsa utile di proposte perchè mette a disposizione le sue conoscenze professionali nel campo della comunicazione. Ci sono dei ragazzi con cui è più facile parlare tranquillamente e danno l’impressione di tenere conto delle proposte.

E poi c’è l’assessore. Una persona rispettabile, vestito elegantemente ogni volta che l’ho visto finora (3 volte) ma stasera è disponibile a dare spazio e a fare non i propri interessi elettorali ma quelli del gruppo. Ci son poi dei signori anziani, uno è il papà di Sandra, che mi sembrano persone intelligenti, con esperienza e gentili con gli altri.

Cioè: tranne una nota stonata, mi è piaciuto l’atteggiamento di apertura umana di questi socialisti.  E il loro richiamo ai diritti civili e ai padri del socialismo, gente come Pertini… grandi uomini. C’è dignità e senso della legalità, dopo aver pagato per tangentopoli il prezzo del disprezzo.

Ci hanno annunciato che arriverà a Padova – invitata dai socialisti – Rita Levi Montalcini. Si parla di difesa della scuola pubblica e della ricerca, anche sulle cellule staminali. E poi c’è Beppino Englaro che fa da testimonial al PS, perchè evidentemente qui ha trovato rispetto per la triste vicenda umana e giudiziaria della figlia Eluana. C’è Giuliana Sgrena candidata per i socialisti alle europee con Sinistra e Libertà. Si vuole riprendere in mano la parola LIBERTÀ e ridargli il suo vero senso, dopo le storpiature che ne ha fatto il PdL che in realtà intende “la libertà di Silvio di fare che gli pare”.

Mi son piaciuti i video che ho trovato su SL Tv, la tv online di Sinistra e Libertà, non tanto quelli dei candidati, ma piuttosto quelli dove intervistano la gente per strada su che cosa significhi per loro LIBERTÀ..


Votaoriana

Maggio 9, 2009

Un amico mi ha ricordato questo video quando gli ho comunicato che mi ero candidata e lo ha adeguato a me: votaoriana votaoriana votaoriana……

Tutto nasce dall’inchiesta che con Padovadonne abbiamo fatto per capire come mai ci son così poche donne in politica. Avevo indirettamente rifiutato un’offerta indiretta – non han chiamato me, ma volevano una Padovadonna – di un partito per cui simpatizzavo da votante, ma con cui non avevo trovato feeling durante queste interviste.

Insomma, poi mi ha chiamato Sandra. E io ho avuto anche la faccia tosta di dire di sì e dopo 2 ore di no. Perchè non ho tempo e se vedevo Agnese che coordina un gruppo politico della provincia per le elezioni comunali.. una campagna elettorale mi pareva una fatica immane… che ti risucchia tutto il tempo che hai. Io avevo già appuntamenti fissati per maggio. A cui tengo.

E Sandra mi ha detto che non è giusto che le donne non possano partecipare alla politica attiva per mancanza di tempo. Che non ci provino nemmeno, per questo motivo. Ha ragione. La politica segue le sue regole maschiliste, si basa sulla disponibilità di tempo maggiore di uomini serviti e riveriti dalle mogli, ma le donne devono portare la loro voce ed i loro problemi tecnici. Mi ha detto che avrei fatto la campagna elettorale come potevo, con la mia disponibilità, che era il caso di provare. Che mi avrebbe richiamato il giorno dopo.

Ma non l’ha fatto. Quindi ho pensato ci fossero stati ostacoli perchè non sono residente, perchè dovevo esserci la sera prima (invece non stavo bene)… e pazienza. Ma invece quando do forfait con un sms, Sandra richiama… e mi dice che no, non è affatto tardi e a questo punto non mi lascia tempo di avere altri dubbi: ha deciso che io devo essere in lista. E mi sento contenta!

Così son candidata alle elezioni comunali padovane col PS. Un’avventura che si suppone passeggera, da indipendente! ma il loro programma mi piace..