Orybal's weblog

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Buonsenso e consapevolezza

Group of happy children lying on green grass outdoors in spring park

Tempo fa nella scoperta di me stessa ho aperto le porte a spiritualità alternative, orientali, chakras, karma etc etc amen…

Non sto rinnegando niente, era tutto coerente ed era un bel percorso di approfondimento della conoscenza di sè. Sono possibilista, non materialista. Posso perfino ammettere che ci sia vita su altri pianeti, come fanno tanti.

Quelle persone che mi hanno aperto queste porte della conoscenza sono anche estimatrici di ogni nuovo alimento “salvavita”, dai poteri curativi enormi: le bacche di goji, la curcuma, l’aloe. Mi piace molto aggiungere curcuma ai cibi, ha delle potenzialità importanti come tanti altri alimenti presenti sul pianeta, erbe che sono anche droghe, sostanze attive con dei poteri sull’organismo.

Le stesse persone sono anche cultrici di tecniche di guarigione alternative, orientali, e ciò va bene poiché la sapienza si estende in ogni angolo del pianeta. Va anche bene che mettano in dubbio l’efficacia delle chemioterapie – dato che perlopiù non funzionano – o che dubitino delle buone intenzioni del business delle case farmaceutiche. Ma il problema è che la questione dell’opposizione genitoriale ai vaccini sta degenerando: mostrano i denti per difendere i loro piccoli da una società che chiede loro di considerare la necessità di debellare epidemie, di mantenere la soglia dei vaccinati elevata per il bene di chi è immunodepresso e non può vaccinarsi. Si chiede a genitori che allevano figli narcisisti, che valgono per i loro genitori più dell’oro e più dei figli degli altri, di considerare l’opportunità di fare un atto per il bene collettivo. Persone senza esperienza in campo medico si arrogano il diritto di mettere in dubbio la scienza e l’esperienza, perché “hanno letto su internet …” che è fucina di diffusione di ottime idee e di madornali bufale. E’ una forma di arroganza che si lega all’integralismo. Ed anche alla supponenza delle persone che non studiano ma pretendono che la loro opinione possa valere quanto quella di chi approfondisce per anni una materia.

Un’altra conseguenza della loro opposizione al sistema si lega alla costituzione di scuole alternative alla scuola pubblica, dove i loro pargoli possano essere cresciuti seguendo le loro inclinazioni: “niente può essere fatto o migliorato, dentro il sistema scolastico statale”.

Ho partecipato per un po’ alla rete per l’educazione libertaria, ma molti di coloro che vi partecipavano continuavano a lavorare nelle scuole statali. Si riconoscono limiti nel sistema statale, le riforme hanno rovinato parecchio le ottime sperimentazioni educative create in Italia nel recente passato, ma nella rete al tempo in cui ho partecipato c’è stata una netta opposizione all’homeschooling, che è invece un modello che molte di queste famiglie considerano l’unico valido per i loro pupilli. Homeschooling sarebbe avere i genitori o genitori degli amici che diventano anche insegnanti…. come gli Amish o altre strambe sette, chiudersi al male del mondo.

E parlando dei bambini di oggi… sono considerati principi, devono realizzare i desideri che i genitori non hanno potuto realizzare, bisogna lasciarli liberi di esprimere le loro potenzialità artistiche, incoraggiarli, mandarli a corsi di ogni genere, assecondare le loro inclinazioni. Sono più smart dei loro genitori, perché nativi digitali. Non sanno stare seduti, sono iperattivi. Non hanno la pazienza di leggere testi lunghi ed elaborati, vogliono subito la soluzione dei problemi, fare in fretta perché sennò si annoiano (ci annoiavamo anche noi, ma lo ritenevamo parte della vita, non pretendevamo di essere sempre intrattenuti…)

Non bisogna contraddirli per non turbarli. Proteggerli dalle delusioni e dai brutti incontri. Essere genitori amichevoli più che autorevoli? Poi, certo, non sanno giocare con gli altri senza accapigliarsi. Hanno reazioni spropositate di fronte a insuccessi e limiti sociali…. in adolescenza per non subire delusioni molti si ritirano nelle loro camerette e non ne escono più. Gli psicologi ormai hanno familiarità col raccogliere i cocci di questi adolescenti….

Forse, penso, nessuno di noi ha più voglia di educare questa generazione di bambini. Per non contaminarli con un vaccino potenzialmente pericoloso, con medicine che hanno effetti collaterali, i genitori preferiscono lasciarli morire per un’otite, evitando le scelte, evitando la responsabilità di dire no, di essere noi la causa del loro pianto. Anche gli insegnanti evitano di imporre troppo i limiti necessari, a volte, per non dovere ritrovarsi genitori sbraitanti davanti, aizzati appena il figlio riferisce che gli è stato fatto un torto. Bambini che non riconoscono il ruolo di guida degli adulti. Nemmeno quello dei genitori. Bambini che per questo possono fare tutto e essendo ancora immaturi finiscono per farsi del male, per doversi accollare scelte che non sono alla loro portata.

So che non si può affatto generalizzare. Esistono genitori che hanno assunto il loro compito educativo, bambini molto consapevoli e beneducati, sereni, esistono ottime esperienze di scuole che sviluppano la creatività e la responsabilità, le esperienze di scuole democratiche della rete EUDEC.

Vorrei che non si buttasse nella monnezza la scienza e la cultura, l’abitudine ad approfondire, la passione per l’apprendimento e la ricerca. Non deve essere tutto facile: bisogna faticare per raggiungere dei risultati e studiare e cercare.

Il mondo è pieno di pericoli, ma alcuni rischi vanno corsi per evitare danni peggiori. Bisogna anche fidarsi di chi ha più competenza di noi e insegnare questo ai figli. Iniziando anche da un vaccino, credo io..

 

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Questa voce è stata pubblicata il 11 giugno 2017 da in apprendimento, cultura, educazione, famiglia.

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